panoramica
  di Nicola Anaclerio
 
Bismantova e Annot
 
     

 

C'eravamo lasciati l'estate scorsa col viaggio mio e di Max in terra di Francia, ad Annot dopo 17 interminabili ore di treno; quest'anno, ancora una volta alla ricerca di un posto fresco, lontano dall'arsura pugliese , siamo ritornati in Francia, in compagnia però di Chiara, Gianluca e per metà dell'avventura anche di Alessio (no purtroppo non l'abbiamo perso, ha solo raggiunto i genitori in vacanza in Val d'Aosta!!).
Infatti, dopo una piccola ricerca in internet, decine di riviste sfogliate, foto di Sharma su Biographie (lasciateci sognare!!) indovinate un po' su quale falesia è ricaduta la nostra scelta? CEUSE!!!!
(riguardo la pronuncia c'è stata una piccola diatriba, chi sosteneva Ceus, chi Cius, poi i francofoni del gruppo hanno confermato: Sius anche se c'è ancora qualcuno che, non del tutto convinto, continua a chiamarla ECCCius: salute!) "ubicata a 2000 m di altitudine è il posto ideale per l'Estate….unico inconveniente: l'avvicinamento richiede 1 h di cammino e lo spittaggio a volte è un po' lungo!!" questo + o - ciò che si poteva leggere nelle varie recensioni. "ma dai chisse frega!! Tanto siamo giovani!!"
Così colmi di bagagli all'inverosimile ( eravamo pur sempre 5 persone in una macchina sola!!) sabato 11 Agosto ci siamo messi in auto destinazione prima Bismantova, per spezzare il viaggio, e poi Ceuse. Bè riguardo la famigerata pietra, paesaggisticamente il posto merita veramente tanto, è un cubo di pietra arroccato sul colle, c'è un piccolo monastero e poi tanta arenaria, molto spesso scavata, ma in fondo è forse l'unica roccia del posto per cui l'eccessivo uso del trapano si può anche perdonare, altrimenti, là dove la pietra è stata più magnanima, l'arrampicata è su tegole sporgenti; abbiamo fatto anche un salto al masso di moby dick con i famosi tetti di Gladio e l'Aereoplano, certo che spararsi un viaggio a Bismantova per poi arrampicare a Moby risulta un pò troppo riduttivo, un po' come andare a Parigi per visitare solo l'Eurodisney. Malgrado la bellezza del posto il problema principale è stata l'assenza di fontane, o meglio quelle che c'erano non funzionavano, sicchè, dopo 2 gg senza potersi fare una bella doccia, abbiamo deciso che era giunta l'ora di rimettersi in cammino. Da registrare la bella realizzazione di Chiara, sicuramente la più in forma del gruppo, capace di chiudere in pochi tentativi Effetto Serra, il suo secondo 7a caratterizzato da sezione intensa per i primi 6 metri: COMPLIMENTI! Altre 8 ore di macchina, con Max che ad ogni montagna che avvistava chiedeva se era il Mt Bianco (gli abbiamo anche detto che saremmo passati per il Piemonte ma niente, lui voleva a tutti i costi vedere il Monte Bianco!!) e finalmente in Francia. Riguardo Ceuse non avevamo un'idea molto precisa di dove fosse anche perché ci eravamo affidati alle indicazioni del sito Planet-Mountain, sicché, a causa della mia eccessiva approssimazione, credendo che Ceuse fosse vicino Lione, Alessio si ritrovava un biglietto per la Val d'Aosta, fatto a Bari, con partenza dalla suddetta città la quale però distava dalla falesia più di 200 km: un bel problema!! Per fortuna il tutto si è risolto facendogli prendere il treno da Gap, a 15 km dal campeggio. Parlando della falesia , credo che sia il sito di arrampicata sportiva più bello che abbia mai visto e credetemi ne ho visti tanti!: 2 km di roccia di un colore variabile dal grigio all'azzurrino, centinaia di vie, settori strapiombanti( la Cascade ad esempio dove alcune vie partono in tetto netto e poi ribaltano su placche strapiombanti) o immensi muri di placca ( il settore Berlin, e il nome non è un caso!!). Ma ciò che più conta è che non c'è una sola presa scavata, la roccia è estremamente lavorata, è qualcosa di incredibile a vedersi, l'acqua e il vento hanno sostituito trapano e resina in un lavoro che ha dell'opera d'arte!! E se centinaia di persone vengono da tutto il Mondo e si sparano un 'ora di inchianata (leggi salita in forte pendenza!) per arrivare alla falesia si può intuire quanto sia splendida!
Non esagero nel dire che c'era gente di ogni paese: tedeschi, austriaci, americani, polacchi, inglesi, francesi…. E' stata una bella sensazione arrampicare tra persone di tutte le nazionalità, scambiare 2 chiacchiere, chiedere il grado della via, è un bell'esempio di come lo sport e soprattutto l'arrampicata possa avvicinare gli uomini qualunque sia il loro paese d'origine! Tra gli altri non mancavano i big, da Barbero a Gnerro ad Anita Manachio, simpaticissima come i suoi amici, Iacopo e Stefano, che durante una cena a base di Chili e baguette ci hanno raccontato le loro disavventure arrampicatorie in giro per il Mondo. Certo la salita era dura, ne sa qualcosa Chiara, stremata dal sentiero, però ne è valsa la pena; le vie, come dicevo, sono di tutte i tipi, l'unica costante è che sono spesso dei viaggi interminabili, e per chi non ha grandissima continuità ,come il sottoscritto, significa ritrovarsi con 2 prosciutti al posto degli avambracci!
Riguardo lo spittaggio, non si può negare che su alcune vie sia lungo, perlomeno rispetto a come siamo abituati noi, tanto che su un 7c+ mi son fatto calare giù per la paura, vi assicuro che arrampicare vedendo lo spit 2 m sotto i piedi non è il max del relax, ma Ceuse è anche questo: emozioni forti che non si dimenticano!! Nella scoperta della falesia abbiamo visto anche la mitica Biographie, il 9a/9a+ liberato recentemente dal mutante Sharma, la via è qualcosa di impressionante, solo la partenza, come ci ha raccontato Anita, dovrebbe essere 7b+ bloc su tacchette schifose, poi diventa un viaggio senza fine in strapiombo, non accentuatissimo ma di quelle inclinazioni che ti logorano, la prima catena non riuscivamo neanche a vederla!! Mentre osservavo quella immensa linea immaginavo Sharma arrampicarci sopra, domare quella via significa possedere doti atletiche fuori dal comune ma soprattutto una grande concentrazione e percezione di sé , è l'uomo che sfida realmente i propri limiti, peccato non aver visto davvero Sharma liberarla! I 5 giorni a Ceuse sono stati una bella esperienza, di quelle che non si dimenticano facilmente, e saremmo rimasti anche più tempo se le nostre gambe, gonfie di acido lattico , non ci avessero supplicato di spostarci da qualche altra parte. Così gli ultimi 2 giorni in Francia li abbiamo passati ad Annot, la falesia più antitetica a Ceuse: si arrampica su massi, le vie sono perlopiù brevi, intense e scavate e la roccia è gres, come a Meschia, non a caso nel bosco ci sono tanti boulder su cui divertirsi, l'unica cosa in comune con Ceuse è la magia del posto. Qui, mentre io e Max ci siamo dedicati alle vie, Gianluca e Chiara si son fatti rapire dalla bellezza dei blocchi tanto che Gian, in preda ad una strana euforia, si aggirava tra i massi alla ricerca di svasi da tirare e ribaltamenti in cui fare aderenza anche di pancia, adesso ha deciso di fare solo blocchi e credo che anche lui , come Graziano, si trasformerà in un meschiaiolo doc: magia del boulder!! Al ritorno da Annot avevamo in programma un giorno di arrampicata a San Marino, ma giunti là, malgrado le belle parole di Daneri sulla sua guida, la falesia che abbiamo trovato di fronte è stata davvero una delusione: prese scavate, incollate, triple catene, e poi un grande degrado con scritte sulle pareti e fazzolettini sporchi alla base delle stesse. Così, un po' sconsolati, abbiamo visitato il paese e poi ci siamo avviati sulla strada del ritorno comunque appagati delle due settimane di roccia e arrampicata trascorse e programmando già le prossime vacanze verticali tra Sardegna, Spagna e Toscana. Alla prossima dal vostro climb-trotter NIK p.s. per le info riguardo Ceuse, tutte le indicazioni su come raggiungerla sono sul sito di Planet-Mountain (vedi nei nostri link), qui sono visibili anche le vie del settore "La Cascade" e "Berlin", comunque consiglio di acquistare la bella guida reperibile al campeggio sotto la falesia.

NIK

SHARMA

NIK

 

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