C'eravamo
lasciati l'estate scorsa col viaggio mio e di Max in terra di Francia,
ad Annot dopo 17 interminabili
ore di treno; quest'anno, ancora una volta alla ricerca di un posto
fresco, lontano dall'arsura pugliese , siamo ritornati in Francia, in
compagnia però di Chiara, Gianluca e per metà dell'avventura anche di
Alessio (no purtroppo non l'abbiamo perso, ha solo raggiunto i genitori
in vacanza in Val d'Aosta!!).
Infatti, dopo una piccola ricerca in internet, decine di riviste sfogliate,
foto di Sharma su Biographie (lasciateci sognare!!) indovinate
un po' su quale falesia è ricaduta la nostra scelta? CEUSE!!!!
(riguardo la pronuncia c'è stata una piccola diatriba, chi sosteneva
Ceus, chi Cius, poi i francofoni del gruppo hanno confermato: Sius anche
se c'è ancora qualcuno che, non del tutto convinto, continua a chiamarla
ECCCius: salute!) "ubicata a 2000 m di altitudine è il posto ideale
per l'Estate….unico inconveniente: l'avvicinamento richiede 1 h di cammino
e lo spittaggio a volte è un po' lungo!!" questo + o - ciò che si poteva
leggere nelle varie recensioni. "ma dai chisse frega!! Tanto siamo giovani!!"
Così colmi di bagagli all'inverosimile ( eravamo pur sempre 5 persone
in una macchina sola!!) sabato 11 Agosto ci siamo messi in auto destinazione
prima Bismantova, per spezzare il viaggio,
e poi Ceuse. Bè riguardo la famigerata pietra, paesaggisticamente il
posto merita veramente tanto, è un cubo di pietra arroccato sul colle,
c'è un piccolo monastero e poi tanta arenaria, molto spesso scavata,
ma in fondo è forse l'unica roccia del posto per cui l'eccessivo uso
del trapano si può anche perdonare, altrimenti, là dove la pietra è
stata più magnanima, l'arrampicata è su tegole sporgenti; abbiamo fatto
anche un salto al masso di moby dick con i famosi tetti di Gladio
e l'Aereoplano, certo che spararsi un viaggio a Bismantova per
poi arrampicare a Moby risulta un pò troppo riduttivo, un po' come andare
a Parigi per visitare solo l'Eurodisney. Malgrado la bellezza del posto
il problema principale è stata l'assenza di fontane, o meglio quelle
che c'erano non funzionavano, sicchè, dopo 2 gg senza potersi fare una
bella doccia, abbiamo deciso che era giunta l'ora di rimettersi in cammino.
Da registrare la bella realizzazione di Chiara, sicuramente la più in
forma del gruppo, capace di chiudere in pochi tentativi Effetto Serra,
il suo secondo 7a caratterizzato da sezione intensa per i primi 6 metri:
COMPLIMENTI! Altre 8 ore di macchina, con Max che ad ogni montagna che
avvistava chiedeva se era il Mt Bianco (gli abbiamo anche detto che
saremmo passati per il Piemonte ma niente, lui voleva a tutti i costi
vedere il Monte Bianco!!) e finalmente in Francia. Riguardo Ceuse non
avevamo un'idea molto precisa di dove fosse anche perché ci eravamo
affidati alle indicazioni del sito Planet-Mountain, sicché, a causa
della mia eccessiva approssimazione, credendo che Ceuse fosse vicino
Lione, Alessio si ritrovava un biglietto per la Val d'Aosta, fatto a
Bari, con partenza dalla suddetta città la quale però distava dalla
falesia più di 200 km: un bel problema!! Per fortuna il tutto si è risolto
facendogli prendere il treno da Gap, a 15 km dal campeggio. Parlando
della falesia , credo che sia il sito di arrampicata sportiva più bello
che abbia mai visto e credetemi ne ho visti tanti!: 2 km di roccia di
un colore variabile dal grigio all'azzurrino, centinaia di vie, settori
strapiombanti( la Cascade ad esempio dove alcune vie partono in tetto
netto e poi ribaltano su placche strapiombanti) o immensi muri di placca
( il settore Berlin, e il nome non è un caso!!). Ma ciò che più conta
è che non c'è una sola presa scavata, la roccia è estremamente lavorata,
è qualcosa di incredibile a vedersi, l'acqua e il vento hanno sostituito
trapano e resina in un lavoro che ha dell'opera d'arte!! E se centinaia
di persone vengono da tutto il Mondo e si sparano un 'ora di inchianata
(leggi salita in forte pendenza!) per arrivare alla falesia si può intuire
quanto sia splendida!
Non esagero nel dire che c'era gente di ogni paese: tedeschi, austriaci,
americani, polacchi, inglesi, francesi…. E' stata una bella sensazione
arrampicare tra persone di tutte le nazionalità, scambiare 2 chiacchiere,
chiedere il grado della via, è un bell'esempio di come lo sport e soprattutto
l'arrampicata possa avvicinare gli uomini qualunque sia il loro paese
d'origine! Tra gli altri non mancavano i big, da Barbero a Gnerro ad
Anita Manachio, simpaticissima come i suoi amici, Iacopo e Stefano,
che durante una cena a base di Chili e baguette ci hanno raccontato
le loro disavventure arrampicatorie in giro per il Mondo. Certo la salita
era dura, ne sa qualcosa Chiara, stremata dal sentiero, però ne è valsa
la pena; le vie, come dicevo, sono di tutte i tipi, l'unica costante
è che sono spesso dei viaggi interminabili, e per chi non ha grandissima
continuità ,come il sottoscritto, significa ritrovarsi con 2 prosciutti
al posto degli avambracci!
Riguardo lo spittaggio, non si può negare che su alcune vie sia lungo,
perlomeno rispetto a come siamo abituati noi, tanto che su un 7c+ mi
son fatto calare giù per la paura, vi assicuro che arrampicare vedendo
lo spit 2 m sotto i piedi non è il max del relax, ma Ceuse è anche questo:
emozioni forti che non si dimenticano!! Nella scoperta della falesia
abbiamo visto anche la mitica Biographie, il 9a/9a+ liberato
recentemente dal mutante Sharma, la via è qualcosa di impressionante,
solo la partenza, come ci ha raccontato Anita, dovrebbe essere 7b+ bloc
su tacchette schifose, poi diventa un viaggio senza fine in strapiombo,
non accentuatissimo ma di quelle inclinazioni che ti logorano, la prima
catena non riuscivamo neanche a vederla!! Mentre osservavo quella immensa
linea immaginavo Sharma arrampicarci sopra, domare quella via significa
possedere doti atletiche fuori dal comune ma soprattutto una grande
concentrazione e percezione di sé , è l'uomo che sfida realmente i propri
limiti, peccato non aver visto davvero Sharma liberarla! I 5 giorni
a Ceuse sono stati una bella esperienza, di quelle che non si dimenticano
facilmente, e saremmo rimasti anche più tempo se le nostre gambe, gonfie
di acido lattico , non ci avessero supplicato di spostarci da qualche
altra parte. Così gli ultimi 2 giorni in Francia li abbiamo passati
ad Annot, la falesia più antitetica a Ceuse: si arrampica su massi,
le vie sono perlopiù brevi, intense e scavate e la roccia è gres, come
a Meschia, non a caso nel bosco ci sono tanti boulder su cui divertirsi,
l'unica cosa in comune con Ceuse è la magia del posto. Qui, mentre io
e Max ci siamo dedicati alle vie, Gianluca e Chiara si son fatti rapire
dalla bellezza dei blocchi tanto che Gian, in preda ad una strana euforia,
si aggirava tra i massi alla ricerca di svasi da tirare e ribaltamenti
in cui fare aderenza anche di pancia, adesso ha deciso di fare solo
blocchi e credo che anche lui , come Graziano, si trasformerà in un
meschiaiolo doc: magia del boulder!! Al ritorno da Annot avevamo in
programma un giorno di arrampicata a San Marino, ma giunti là, malgrado
le belle parole di Daneri sulla sua guida, la falesia che abbiamo trovato
di fronte è stata davvero una delusione: prese scavate, incollate, triple
catene, e poi un grande degrado con scritte sulle pareti e fazzolettini
sporchi alla base delle stesse. Così, un po' sconsolati, abbiamo visitato
il paese e poi ci siamo avviati sulla strada del ritorno comunque appagati
delle due settimane di roccia e arrampicata trascorse e programmando
già le prossime vacanze verticali tra Sardegna, Spagna e Toscana. Alla
prossima dal vostro climb-trotter NIK p.s. per le info riguardo Ceuse,
tutte le indicazioni su come raggiungerla sono sul sito di Planet-Mountain
(vedi nei nostri link), qui sono
visibili anche le vie del settore "La Cascade" e "Berlin", comunque
consiglio di acquistare la bella guida reperibile al campeggio sotto
la falesia.
NIK