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Attacco:
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Da
Valle piana prendere il sentiero 921 in salita (recentemente
segnato dal CAI) e arrivati alla diramazione, contrariamente
a come si fa per il canale Sud-Ovest, prendere il sentiero
che va a destra (che è sempre il 921). Da qui arrivare
fino al Passo di Valle Cupa 1330, e oltrepassata la sella,
continuare per circa trecento metri sul sentiero pianeggiante
fino a trovarsi davanti l’evidente canale che si
dovrà impegnare
 
Discesa:
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Dalla
cima scendere per la cresta est fino alla testata della
valle del Faggio Grosso, quindi perdere rapidamente quota
percorrendo i ripidi prati fino all’inizio del bosco
e oltrepassarlo diagonalmente verso destra fino a giungere
in un’altra zona spoglia e da qui scendere dritti
fino a che si trova nuovamente il bosco dove comincia
il sentiero che porta proprio dove all’inizio della
scalata si era intrapreso il canalone.
In alternativa dalle Murge di Celsa Bianca verso il varco
del Pollinello e quindi per il sentiero che riporta giù
fino all’auto.
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foto:
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Serra Dolcedorme |
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(Massimo
Gallo, Giuseppe De Luca, 26/12/2005);
Difficoltà:D/ 70°/
III+
Dislivello: 1367 m
Tempi: 6 ore a salire, 3
ore a scendere.
Attrezzatura: normale dotazione
alpinistica. 2 piccozze.
VIA
PIETRA COLONNA
Salita molto remunerativa che permette di penetrare nel
cuore della “grande montagna” calabrese passando
poco prima di sbucare nei pressi della cima, accanto al
monolito denominato dagli scopritori (Iannelli, Martino,
Sisca – CAI Castrovillari) appunto “Pietra Colonna.”
Descrizione:
Dapprima il canale sale dolcemente,(35°) ben presto
comincia a diventare più ripido ma senza opporre
difficoltà. Qui si potranno avere problemi nel caso
ci sia neve, in quando essendo ancora a bassa quota e nel
bosco si presenterà sicuramente morbida ostacolando
la marcia. Non appena il canale esce dal bosco di faggi
e cominciano ad apparire i pini neri e poi subito i loricati,
ci si trova davanti ad una paretina di 8/10 metri (proteggibile
con chiodi) che lo interrompe (III+) che è però
evitabile uscendo a destra e rientrando subito sopra. Dopo
ciò, il canale raggiunge pendenze di 50/55° fino
ad un altro sbarramento roccioso più facile del primo,
che però si può trovare coperto da ghiaccio
sottile, denominato da noi “Salto del crepaccio,”
infatti bisogna far attenzione al buco che si può
formare tra la neve che riempie il canale e la roccia, che
può essere profondo alcuni metri e non essere visibile.
Superatolo, dopo essersi assicurati anche qui con chiodi
da roccia, il canale diventa un vero e proprio canyon verticale
insuperabile. Si esce a sinistra e si continua a salire
dritti per i circa cento metri a 60/65° di un esaltante
scivolo spesso ghiacciato, tra i pini loricati. (Possibilità
di protezione: gli stessi pini e con chiodi in qualche roccia
laterale).Quando la pendenza diminuisce, sulla sinistra
si hanno le verticali pareti sommitali, con ben visibili
a fianco a noi le torri di roccia chiamate “I Denti
del Dolcedorme” con in mezzo il buco denominato a
sua volta “Bocca del Dolcedorme.” Qui rientrare
verso destra di nuovo nel canalone che è diventato
nuovamente più “docile,” trovandosi così
ai piedi del monolito “Pietra Colonna.” Continuare
a salire su pendenze di 60° nel canalone, oppure impegnare
sulla destra uno stretto canalino di circa 10 metri (70°
- protezione con chiodi alle rocce laterali che però
non sono di buonissima qualità) che porta su una
crestina alla fine delle difficoltà, infatti un brevissimo
tratto semplice ci separa dalla cresta..
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