DYABOLYKA-
310m - 10tiri - A0oVI+,V+obbl - Ovest
(Mephysto e Minimax a + riprese OTT-NOV/2008) Passione, generosità, coraggio, impegno, pazienza,
caparbietà, serietà, dedizione, abilità,
tecnica, forza fisica e d’animo: senza queste peculiari
qualità del mio Amico Massimo Dyabolyka non esisterebbe.
Grazie grande Minimax x il fondamentale sostegno e il determinante
contributo dato all’esplorazione dei fantastici meandri
di questa grande parete.
Mephysto
Lo
splendido Ponte del Diavolo (quello che vediamo oggi è
una bella riproduzione del 2005 opera del comune di Civita
e sostituisce quello medievale purtroppo crollato nel 1998),
che col suo ardito slancio sulle gole del Raganello disegna
uno degli scorci più pittoreschi del meridione d’Italia,
offre all’arrampicatore la comoda occasione di vedersi
agilmente proiettato nel bel mezzo della parete della Timpa
del Demanio, 40m sul torrente, evitandogli così sia
avvicinamenti “umido-laboriosi”, che l’attacco
su rocce, quelle immediate sul fiume, troppo levigate dall’azione
di millenni di scorrimento di acque turbolente.
La via qui proposta si insinua nel “punto debole”
della parete (probabilmente l’unico in quella zona
della Timpa) immediatamente a monte del ponte, snodandosi
nelle “zone grigie” della stessa, quelle cioè
interessate da scorrimento di acque piovane e quindi x lo
più non strapiombanti, provvidenzialmente unite da
una spettacolare cengia ascendente, a ¾ di itinerario.
Se queste zone da un lato hanno il merito di aver “ispirato”
Dyabolyka, dall’altro però impongono la presenza
di un tipo di roccia spesso liscia, svasa e avara di appigli
che ha portato gli apritori all’impiego di un buon
numero di protezioni fisse; di contro il risultato è
una via sostanzialmente sicura, ben protetta nelle difficoltà
e spesso azzerabile. Soste tutte dotate di 2 fix.
Si è purtroppo constatato che la zona di attacco
è particolarmente frequentata da ladri di piastrine
e si suggerisce quindi di portarne qualcuna con se corredata
di dado e chiave 17. Si ricorda inoltre che il rombo del
torrente, soprattutto nei primi tiri, può rendere
difficoltosa la comunicazione tra i membri della cordata;
è perciò opportuno un preventivo accordo sui
comandi.
La qualità della roccia è definibile come
mediamente buona e quasi sempre ottima, ma in un paio di
frangenti, alcune zone dei primi 2 tiri, ultimi frangenti
di L3 e L7/inizio L8, nell’un caso ancora un pò
sporchetta, nell’altro un po’ friabile.
L’orientamento è O e si rimane in ombra sino
a mezzogiorno; nei periodi estivi si raccomanda la partenza
di buon ora e si sconsigliano comunque le giornate troppo
afose; è bene poi ricordare che nelle stagioni calde
le gole sono molto frequentate da torrentisti che vanno
assolutamente salvaguardati dalla caduta accidentale di
pietre.
La presenza di “tracce” di capre nei pressi
di S7 ha permesso di scoprire una tanto insospettata quanto
preziosa via di fuga su fantastica cengia a metà
parete che si ricollega all’itinerario di discesa
al di sotto della calata in doppia; trattasi comunque di
un’alternativa di uscita da praticarsi con le dovute
cautele (uso di corde) x via di un paio di passaggi esposti.
Il panorama, davvero sempre eccezionale, dà il meglio,
come è logico, nella parte alta, (in particolare
sulla cengia di L8 e sullo spigolo di L9, dove diventa superbo)
dalla quale l’incomparabile infilata sul canyon del
Raganello non ha davvero paragoni nel resto d’Italia
e forse nell’intero globo; nello stesso tempo le notevoli
verticalità ed esposizione possono creare stati vertiginosi
anche ai più avvezzi.
Affascinante è infine la vista sull’antistante
bel paese (di origine albanese) di Civita, vero nido d’aquila
a strapiombo sulle gole.
Attacco: Attraversare il ponte, scavalcarne il parapetto
di sx scendendo su delicato terrapieno e dirigersi verso
visibile cengia con fix allo spigolo; si consiglia l’assicurazione
sin dal ponte, vista l’esposizione dell’operazione.
Percorrere l’intera cengia (attrezzata)(4fix) e la
traccia di sentiero a mezza costa, sotto le pareti, sostando
(S1,2fix) in prossimità di albero isolato (circa
120m dal ponte).
Discesa:
R2 - Percorrere in discesa la grande cengia (S)(attenzione
alle pareti sulla dx) interrotta a 2/3 da saltino roccioso
(doppia da 10m su albero o III+) fino ad ancoraggio per
doppia (40m, 2 fix con anello) al termine della cengia.
Continuare quindi senza percorso obbligato, sfruttando i
tratti privi di arbusti, raggiungendo il sentiero (quasi
una strada) che, parallelo al corso del fiume, in direzione
N, con breve risalita, riporta al ponte.
R1 - X chi optasse invece x la “fuga” da S7
(v. Commento), percorrere la bella cengia (S)(attenzione
ai tratti esposti), finche anche questa si allarga in grande
cengia alberata. Discenderla incontrando R2 all’arrivo
della doppia.
DESCRIZIONE:
L1:
15m (V) – In verticale alla sosta, x placchette
e appigli svasi (V/2fix) sino a comoda cengia con sosta
sotto serie di tettini gialli a scala (S2, 2fix).
L2: 35m (V+) – X placchetta fessurata deviando (10m/IV/ch)
a sx su disimpegno terroso, subito prima di arbusto, sino
a placchetta appoggiata che adduce a spigoletto (10m/IV+).
Quest’ultimo porta poi a piccolo terrazzino (5m/IV)
subito sotto compatta placca verticale. Uscire quindi
a dx (5m/V+/2fix) su cengetta erbosa con arbusto e, dopo
facili gradini, x diedro fessurato (dei 2 il dx) si raggiunge
(5m/V) terrapieno scosceso e alberato in corrispondenza
a S3 (2fix).
L3:
25m (V+) – Scalare il bel pilastro grigio fino a
cengetta (25m/V+/2fix,ch,fix) sotto tettino giallo (S4,
2fix). Prestare particolare attenzione agli ultimissimi
metri (friabile).
L4:
40m (VI+) – Vincere il tetto in alto a sx (5m/VI+/3fix)
e successivo diedrino svaso (5m/V+/fix) sino a nuovo tettino
che si evita traversando di poco nuovamente a sx su aerea
cengetta (5m/IV). Quindi, x gradoni (5m/IV-) e, leggermente
a dx, x compatta placca grigia si giunge (10m/V/ch,2fix)
a nuova cengetta sotto bassi strapiombetti anch’essi
evitabili a sx (oppure scalabili direttamente,V) x crestina
rotta che porta (10m/IV-) in cengia con sosta (S5, 2fix).
L5:
35m (V+) – Obliquare a dx x gradini svasi (5m/IV-/fix)
sino al successivo tettino (5m/IV/2ch) da cui, a sx, ci
si immette in lungo e verticale diedro/fessura che si
segue interamente (20m/V+/fix,3ch) sinchè la sua
verticalità non si attenua a favore di cengetta
con sosta (5m/III)(S6, un po’ a sx rispetto al diedro,
2fix) sotto grande tetto giallo.
L6: 30m (IV+) – Raggiungere nuovamente il diedro
(bordo dx)(5m/III), scalare lo spigolo dx (10m/IV-/2ch,fix)
rientrando poi in un breve diedrino giallo fin sotto il
tetto (5m/IV/fix) e quindi oltrepassare a dx spuntone
immettendosi su balconcino erboso sotto corto diedrino
rotto (5m/IV+) oltre il quale si giunge su nuova cengia
(5m/IV-) con sosta (S7, 2fix). Da qui (v. Commento e Discesa)
possibile via d’uscita su cengia (R1).
L7:
15m (V+) – (X l’intero tiro prestare molta
attenzione alla qualità di appigli e appoggi –
Roccia friabile!). X fessura strapiombante sino a terrazzino
(5m/V+/nut incastrato,fix) e, dopo breve risalto (5m/IV),
portarsi in sosta (S8, 2fix) su aerea cengetta (5m/III+).
L8:
35m (IV) – (X i primi metri del tiro prestare molta
attenzione alla qualità di appigli e appoggi –
Roccia friabile!). Obliquare in alto a sx x serie di nicchiette
(10m/IV/3fix) traversando quindi nettamente e raggiungendo
comoda e ampia cengia ascendente (5m/IV/fix) che si percorre
integralmente (fix alla fine) sino allo spigolo (S9, 2fix
oltre lo spigolo)(20m/si cammina).
L9:
35m (V+) – In verticale alla sosta x facile scaletta
portandosi quindi leggermente a sx in corrispondenza al
primo fix (5m/IV-/fix). Dopo placca verticale (5m/V+/3fix)
e piccolo terrazzino, uscire a sx su nuovo disimpegno
che adduce a bel diedro leggermente appoggiato sul lato
dx (15m/IV). X facili gradoni si giunge su nuova sosta
(S10, 2fix) sotto nera placca liscia e appoggiata (10m/III).
L10:
45m (V+) – X placca nera non banale si raggiunge
breve strapiombo giallo solcato da netta colata nera (10m/IV+/ch,fix)
oltre il quale (10m/V+/fix,2ch,fix) x gradoni prima e
x fessura a sx di largo scudo poi (10m/IV-), si entra
in camino terroso dal quale, in corrispondenza a masso
incastrato, a dx, x diedrino appoggiato, si esce in sosta
(S11, 2fix)(15m/IV+/ch a inizio diedrino).