Il PorTale dell'ArramPicata al SuD ItaliA
OUTDOOR INDOOR
WEBSTORE





LUIGI CAGNETTA

tracciato

tracciato

clicca per ingrandire

350m, 13 L. VIII (VI +A1) ED ,Sud.
L.Cagnetta, A.Perta, E. Varela 8gg tra 2012 e fine 2013

Ripresa dopo la scomparsa prematura di Luigi e a lui dedicata

"Quello che ho sempre ammirato di te, era il tuo coraggio, che dimostravi di avere non solo quando scalavi ma soprattutto nel rincorrere i tuoi sogni. Hai saputo trasformare la tua vita in ciò che volevi davvero, e questo ti rendeva speciale. La tua ricercata semplicità, la tua disponibilità nei confronti di tutti, la tua immensa voglia di vivere e di scalare sono e saranno sempre d’ esempio. Sono queste le cose che senza saperlo ci hai trasmesso ed è queste la parte di te che continuerà a vivere per sempre.
Un sentito ringraziamento va a Manuel. È senz’altro anche merito della sua intraprendenza e della sua dedizione se la via a quest’ora è completa."
Commento generale Estetica, aerea, logica, impegnativa.. una salita di grande bellezza. Non poteva che avere queste caratteristiche una via dedicata a Luigi, che, quasi simbolicamente rispecchia le sue eccezionali virtù ed uniche qualità che l’ hanno reso grande sia come alpinista che come uomo. La via, sfruttando una serie di logici traversi, piccoli diedri e fessure spesso cieche, supera elegantemente le placconate più repulsive della zona centrale del “Paretone” e si insinua con intuizione tra i vari tetti che la caratterizzano. Nella parte alta, invece, affronta gli strapiombi terminali della bastionata situata oltre la grande cengia nel suo unico, vero, punto debole.
Questo passaggio,si snoda tra tetti e strapiombi tramite un sistema di diedri collegati da una stretta ed esposta rampa ascendente, rivelandosi, stranamente, molto contenuto nelle difficoltà. Infatti, le difficoltà maggiori si riscontrano prevalentemente nella prima sezione, dove, tranne che per alcuni brevi tiri di raccordo, non scendono mai al di sotto del VI + in libera. Tuttavia , la via è generalmente ben protetta nei tratti più impegnativi ma richiede comunque un grado obbligatorio abbastanza elevato (VII+) per via di alcuni brevi tratti non proteggibili o con protezioni distanziate (L1 – L3 – L4).
Sono stati utilizzati nell’ apertura 30 chiodi, lasciati tutti in parete per agevolare eventuali ripetizioni. Inoltre sono anche stati impiegati 14 spit solo di sosta, piantati a mano. La qualità della roccia, fatta eccezione per alcuni brevi tratti sporchi di zolle d’erba è sempre ottima e molto varia per la presenza di molteplici situazioni. Complessivamente la salita non è da sottovalutare essendo l’arrampicata generalmente sostenuta e sempre molto verticale.
Per la ripetizione si sconsigliano le giornate più calde e afose dell’ anno in quanto la parete è quasi completamente esposta a sud. Indispensabile un buon assortimento di friend ( da 0.3 a 3 Camalot + qualche C3) oltre ad una buona dotazione di fettucce - kevlar al fine di evitare fastidiosi attriti.

Attacco: In macchina: percorrendo la sterrata che costeggia la parete(venendo da S. Lorenzo), raggiungere uno slargo con stradina in discesa alla sua sx (possibilità di parcheggio).
Camminando: Da qui tornare in dietro per una 50 di metri e abbandonare la sterrata salendo ripidi pendii erbosi. L’attacco è situato alla base della grande placca alberata a sx della piramide rocciosa da cui parte la via “ E i deboli soffriranno”, in corrispondenza di una piccola fessura che fa ad “S” ( visibile cordone a 10 mt su cespuglio)

Discesa: Per la cresta est (15 min) o in doppia lungo la via. Seguendo la cresta est, dopo aver perso un po di quota (5 min.), allontanarsi dalla stessa verso valle (in direzione nord) per superare il risalto roccioso che taglia a metà la spalla della timpa. Ritornare quindi sulla cresta e per tracce di sentiero raggiungere la base della parete. Inoltre dalla grande cengia mediana è possibile raggiungere la vetta camminando in direzione ovest ( 5 min)

DESCRIZIONE:

L1: (55 mt,VI+, 3 ch, sosta albero). Tiro molto lungo e sostenuto. Fare attenzione agli attriti sulla vegetazione. Attaccare in corrispondenza di una fessura sinusoidale. dopo averla scalata (VI-) superare il grosso cespuglio (cordone) e affrontare la successiva placca appoggiata ( A0 su alberello, difficilmente scalabile in libera) raggiungendo dopo un paio di metri (V, ch) un atro grosso albero. Da questo portarsi in direzione delle 2 fessure parallele e verticali situate un po più in alto (2 ch V) e superatele obliquare a sx fino a raggiungere un altro alberello. Infine, da questo, continuare verticalmente per placche superando una ostica pancia ( 10 mt VI +) e per facili risalti (15 mt IV+) raggiungere l’acero di sosta (cordone).

L2: (15 mt, IV, sosta cl). Salire la fessura appena a dx dell’ albero ed all’ altezza dell’alberello traversare decisamente a dx per 5 mt fino alle clessidre di sosta.

L3: (40 mt, VII - , 4 ch, cl, sosta 2 spit). Tiro molto sinuoso e di grande esposizione, prestare attenzione agli attriti. Dalla sosta salire verticalmente obliquando leggermente a dx e portarsi alla base del grande tetto (10 mt, V, cl). Superarlo quindi alla sua sx, dove questo finisce, aiutandosi con delle fessurine verticali (V+, ch) che conducono ad una stretta fessura orizzontale che sormonta lo stesso tetto. Seguire questa per alcuni metri e poi salire verticalmente fino ad incrociare prima un buco in fessura ( ch ) e poi un evidente diedrino bianco che conduce ad una lunga fessura ascendente situata alla base di una placca caratterizzata da una colata nera (possibilita di proteggersi con Camalot n.2). Da qui traversare a sx lungo la fessura cieca per circa 5 mt (V), fino ad incrociare un ch e da questo, con delicati movimenti su prese svase (2mt, VII-) raggiungere la successiva fessura obliqua. A questo punto continuare ancora in traverso a sx sulla fessura per un paio di metri fino ad incrociare un altro chiodo con fettuccia verde, superarlo, e rimontare subito sulla successiva fessura. Infine, continuare lungamente (10-15 mt, V) in traverso obliquo fino al pianerottolo di sosta.

L4: ( 30 mt,VIII (A1-VI) – passi VII+ e VII-, 3ch, sosta 2 spit). Dalla sosta spostarsi qualche metro a dx e per placchetta raggiungere la stretta cengia sovrastante (V) su cui traversare per circa dieci metri fino al termine della zona strapiombante. Da qui rimontare su placca appoggiata (VIII? / A1(VI), ch) e con passo delicato raggiungere la fessura cieca orizzontale ( 2 mt, chiodo rovescio malsicuro). A questo punto con deciso traverso a sx si va a prendere la scaglia rovescia ( 2 mt, passo VII+) per poi proseguire in alto per fessura obliqua fino ai rivoli verticali d’uscita ( 5 mt, cl e ch, IV+). Sfruttare questi ultimi per raggiungere la cengia di sosta (4 mt,VII-, non proteggibile).

L5: (25mt,V+,ch, sosta 2 spit). Proseguire su roccia sporca fino a raggiungere la placchetta appoggiata appena a sx del grande tetto (cl in tetto). Rimontare su questa (V+, ch), quindi proseguire in direzione dell’ evidente diedro fessurato che fa ad arco e salirlo fino al suo termine (V+). Infine, all’uscita di quest’ultimo ribaltare con movimenti delicati sulla stretta cengia e sostare.

L6: (25 mt, vari passi di V+ e passo VI+/A1, 6 ch, sosta 2 spit ). Dalla sosta traversare qualche metro a sx ed attaccare la placca nel suo punto più debole (V+). Non appena rimontati traversare a dx per un metro fino alla fessura verticale e proseguire su questa ( 3mt, VI+ /A1, 2ch) fino a raggiungere una placca - rampa sporca di zolle erbose. Dopo qualche metro in direzione del tetto (IV) traversare nettamente a dx su pancia esposta fino ad un buco con chiodo (V+ , 3 ch). Da qui disarrampicare di poco(1 mt) e sfruttare l’esile cengia per raggiungere con ribaltamento finale il pianerottolo di sosta (4 mt, V, 1 ch).

L7: (10 mt, VI+?/A1, ch, sosta spit + ch ). Superare breve placchetta sopra la sosta (VI+?/A1) e portarsi in direzione del diedro a sx. A questo punto con piccolo traverso raggiungere l’alberello a dx e per diedrino ammanigliato portarsi in sosta.

L8: (25 mt, VII/ A1, 5 ch, sosta 2 spit). Non salire la grande fessura obliqua sopra la sosta, bensì traversare qualche metro a dx (cl) e salire per placchetta rotta (VII /A1, 3ch) fino ad intersecare la fessura di prima. Scalarla per un paio di metri (VI-, clessidrine con kevlar) e abbandonarla all’altezza della grossa scaglia rovescia- romboidale, proseguendo quindi a sx di questa su larga fessura –diedro con buchi. Dopo alcuni metri (V, 2 ch) affrontare un ultima placca con buchi sporchi di zolle di erba (V+) e portarsi sul pianerottolo di sosta.

L9: ( 30 mt, IV, sosta 2 spit ). Per breve placca (IV) guadagnare la grande cengia mediana e sostare dietro grossi massi alla base delle evidente diedro- obliquo (difficoltà nella comunicazione).

L10: (30 mt, V, ch, sosta spit+pianta). Traversare pochi metri a dx fino ad un ch. Proseguire poi verticalmente entrando quindi nel diedro – camino finale ed andando a sostare con posizione scomoda sotto al grande tetto. (questo tiro è stato già salito da O.Senesi – L.Potenza ).

L11: (15 mt, VI, ch , cl, sosta 3 ch). Oltrepassare l’alberello e portarsi sulla stretta rampa ascendente a sx del tetto. Per il primo metro si cammina accovacciati e successivamente si ridiscende per continuare il traverso con passaggi esposti sfruttando la stessa cengia per le mani (5 mt, VI, ch ). Quando questa si allarga rimontare (cl) e continuare camminando per qualche metro fino in sosta.

L12: (30 mt, V+, 2 ch, sosta masso). Superata la placchetta iniziale (V, ch) proseguire per il successivo diedro rotto (IV) fino al suo termine e ribaltare su pancia svasa (V+). Infine affrontare la placchetta fessurata sommatale (5 mt, V+, ch,) uscendone sulla sua destra. Dopo breve tratto gradonato sostare su massi.

L13: (20 mt, II). Continuare sul filo dello sperone raggiungendo così la cresta E della timpa.

contatti: INFORMAZIONI - WEBSTORE - OUTDOOR - INDOOR - STAFF
Clicca qui per impostare Roccia&Resina come pagina iniziale!