Con questa intervista inauguriamo una nuova rubrica che avrà lo scopo di far conoscere meglio al grande pubblico, alcuni personaggi significativi dell'arrampicata al sud e perché no anche a livello nazionale. Non potevo non iniziare con l'arrampicatore che più di tutti qui in puglia ha contribuito a far crescere questo sport sia come atleta(suo il primo 8a pugliese e extrapugliese) sia come infaticabile chiodatore di nuove falesie: Graziano Montel.
Cominciamo
col dire che sicuramente sei l'arrampicatore pugliese più longevo, o da artefice
o da spettatore hai accompagnato l' evoluzione di questo sport qui da noi per
cui svelaci quando hai iniziato e soprattutto come, considerato che all'epoca
di arrampicata non si conosceva praticamente nulla.
Ho
cominciato circa 10 anni fa grazie a mio fratello che aveva seguito un corso
del Cai. Pensa all'epoca ero ancora minorenne e arrampicavo con la corda dall'alto,
infatti ho dovuto aspettare i fatidici 18 anni per poter andare finalmente da
primo.
Si
può dire che tu abbia appreso l'arrampicata praticamente da autodidatta, senza
strutture né istruttori come ti allenavi agli inizi?
L'
arrampicata, la gestualità mi è venuta spontanea sin dall' inizio, certo era
perlopiù un gioco, ho capito realmente cosa fosse l'arrampicata sportiva più
tardi tramite 2 ragazzi torinesi che scendevano qui in Puglia in vacanza. Per
gli allenamenti seguivo i consigli di alcuni ragazzi bitontini fortissimi sulla
trave(uno di loro faceva trazioni a un braccio sulla tacca da 2 cm!!!) ma non
altrettanto forti in arrampicata(al max chiudevano qualche 6b).Il pannello non
esisteva ancora, si arrampicava su roccia il fine settimana solo con dadi e
chiodi. Ogni tanto mi divertivo a far traversi sui muri a secco di chiese o
sulle mura del castello di Balsignano qui a Modugno. All'epoca avevo anche montato
una sbarra entro porta incastrata su un muro divisorio che poi s'è piegato (immaginate
la gioia di mia madre!!).Dopo quell'esperienza decisi di rivolgermi a qualche
palestra, dapprima qui a Modugno dove montai un muretto di 2x2mq con sopra una
serie di listelli, poi mi rivolsi alla KanKuDai dove mio fratello faceva Karate
e nella sala da calcetto montai una trave e la scaletta a pioli copiata dal
film di Edlinger. Da lì, di anno in anno abbiamo montato sempre qualcosa in
più: la placca, lo strapiombo, il tetto e così è nata la sala d'arrampicata
come è adesso.
Quali
sono stati gli incontri più importanti che hanno segnato il tuo modo di arrampicare
e di vivere l'arrampicata?
In
primo luogo i 2 fratelli Lippolis torinesi, poi il materano Angelo Carrero,
forse colui che per primo qui al sud riuscì a percepire il carattere sportivo
dell'arrampicata svincolandola dalla montagna, senza dimenticare la mia ragazza
Mari che sin da subito, da vera e propria martire, mi ha concesso di dedicare
a questa passione gran parte del mio tempo libero. Fuori regione invece 2 incontri
per me importantissimi sono stati quello con Marzio Nardi, al primo corso per
istruttori federali, dove egli mi diede la spinta a provare lo strapiombo(allora
sconosciuto) su artificiale, nonché l'incontro con Calibani a Roccamorice che
per primo mi incoraggiò a tentare vie dure su roccia.
E
idoli ne hai mai avuti ?
Come no, rimanevo estasiato nel vedere i video di Edlinger a piedi nudi e senza
corda e poi il mitico Gullich:con Action Directe ha precorso i tempi. Tecnicamente
ho sempre ammirato Nardi e Core, grandissime anche come persone, Brenna invece
per la "bastardaggine", cioè la sua furbizia, Calibani per la carica che esprime
e poi ci sono Lagni che ha una calma imperturbabile, e Jolly, questi ultimi
sono per me l'esempio che anche non più giovanissimi si possono raggiungere
grandi risultati.
Qui
al Sud si può dire che siamo un po' isolati dall' arrampicata "che conta", non
hai mai sofferto di questo? come hai fatto a rimanere comunque al passo?
Come dici tu a volte ci si sente un po' ai margini, io ho cercato sempre di
rimanere informato proprio per non sentirmi tagliato fuori, compravo e compro
Roc'nWall, Alp, la Rivista della Montagna, Pareti, ordinavo video di arrampicata
e poi ho sempre viaggiato molto, ho cercato di conoscere quanta più gente possibile,
di confrontarmi. Leggevamo di Ferentillo e tac, la domenica si pigliava il materiale
e si andava; anzi è stato proprio all'Isola che abbiamo capito cosa volesse
dire attrezzare vie sportive e infatti da quel momento in poi accantonammo il
pianta spit e passammo all'HSA.
10
anni di arrampicata sono tanti, dove hai trovato gli stimoli per continuare?
Ci saranno pur stati dei momenti di crisi in cui ti sei detto: "Basta, adesso
mollo tutto".
No,
non ho mai avuto voglia di abbandonare, sarà che l'arrampicata l'ho sempre vissuta
nella sua totalità, da atleta, da chiodatore, da istruttore e quindi ho sempre
trovato nuovi stimoli, magari se ci sono stati momenti in cui ero demotivato
a far gare mi son buttato ad attrezzare nuove vie e viceversa.
Ti
sei avvicinato al Mondo delle gare relativamente tardi, solo 3 anni fa, come
mai? Eri forse contrario inizialmente all' introduzione della pratica agonistica
anche in arrampicata?
In realtà ho
partecipato alla prima gara nazionale 3 anni ma la prima in assoluto è stata
6 anni fa a Pietramelara però già prima avevo organizzato gare quindi le ho
sempre viste con favore, e poi diciamoci la verità all'epoca l'arrampicata in
Puglia era indietro anni luce rispetto ad adesso, non avevo stimoli, tra me
e gli altri arrampicatori il divario tecnico era notevole, mentre a livello
nazionale non potevo di certo competere con gli altri e poi ero anche da solo.
Una svolta c'è stata quando ha cominciato ad arrampicare anche Raffaele Manfredi,
dopo di me è stato il primo a raggiungere l'8a, grazie a lui ho avuto nuovi
stimoli a migliorare, ad allenarmi e lui per primo ebbe il coraggio di partecipare
ad una gara nazionale senza peraltro sfigurare.
Venendo
più ai giorni d'oggi ,come è cambiata l'arrampicata in questi anni? E qui al
Sud? Credi che ci siano ormai le premesse per vedere nei in futuro la nascita
di qualche campione locale?
L'arrampicata è cambiata mostruosamente rispetto a quando ho iniziato io, adesso
è sport a sé stante non più legato alla montagna, l' artificiale stessa è ormai
attività altra dalla falesia. Qui in Puglia poi c' è stato un netto innalzamento
qualitativo degli atleti, anche se nell'immaginario comune l'arrampicata è sempre
vista come qualcosa di pericoloso a causa dei tanti filmati andati in onda questi
anni in tv, e poi non c'è mai stata un'intensa attività promozionale, la Federazione
di certo non ci ha aiutati, siamo sempre stati ai margini, vedi le gare che,
se ci va bene, sono la più vicina all' Aquila e il resto in estremo Nord. Malgrado
questo è cresciuto comunque il numero di strutture anche se spesso non supportate
da una buona organizzazione, e poi c'è il problema delle falesie, chiuse per
colpa di un'amministrazione cieca che vede nell'arrampicata chissà quale nemico
contro l'ambiente da abbattere in ogni caso. C'è da dire pure che il carattere
sportivo dell' arrampicata s'è affermato soprattutto a Bari e Foggia che hanno
ormai una certa tradizione riguardo a gare, mentre altrove è ancora legata alla
roccia e alla montagna. Ci sono comunque molti ragazzi promettenti alcuni di
loro capaci di affermarsi anche a livello nazionale nelle prime posizioni e
le palestre attuali consentono di migliorare ulteriormente per cui staremo a
vedere un po' cosa avverrà nei prossimi anni.
Progetti
per il futuro ? ti vedi più atleta o magari più "gestore" di tutto ciò che ruota
attorno all'arrampicata, dalle palestre ,alle gare, alla chiodatura falesie?
Se
non mi faccio male vorrei vedermi ancora come atleta anche se in questo periodo
sono più "gestore" trovandomi sempre più spesso ad attrezzare e a gestire palestre.
Cosa
è per te l'arrampicata?
Passione
solo Passione !