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TOCCATA E FUGA IN GRAN PARADISO

Era un po’ che desideravo fare un 4000 ed era un po’ che non si riusciva per continua mancanza di tempo rubato dal lavoro e dalle diverse passioni, tutte ugualmente desiderose di essere esplicate!!! Stagione sci-alpinistica questa,  quindi l’Abruzzo docet!!! L’idea, almeno per quanto mi riguarda, mi viene suggerita da una relazione sul sito Over the Top “sci-alpinismo sul Gran Paradiso” e soprattutto dalla valutazione di difficoltà MS (medio sciatore), condizione indispensabile per me se non voglio ritrovarmi in panico a metà pendio imprecando contro il mio amore che pazientemente cerca di sgripparmi!!! Si organizza per il week-end del 4-6 giugno. Formazione: Io, Mephysto, Albairt, e Aldo il modenese ….ma ahimè il 6 giugno a pranzo dovevo essere a Martina!!?? Rinunciare?! Chiedo a Mephy se era disposto a qualche piccolo sacrificio per anticipare il rientro, ci tenevo troppo a farlo non potevo rinunciare!!!Ok allora per la smazzata!!! Venerdì 4 giugno aereo da Bari alle 7.15, è inutile dire che tra lo spostamento Taranto- Bari e il Chek-in le ore di riposo erano del tutto insufficienti, ma questo mi tornerà utile in serata!!Al chek-in supplemento per gli sci dapprima scambiati per mazze da golf (ovviamente non avevano visto Mephy…mai avrebbe potuto  scambiarlo per un giocatore di golf!! BBello Mephy mio). Arriviamo a Milano 8:45, nolo auto, partenza per Pont!! Durante il tragitto avverto i primi sintomi della “preoccupazione”….forse ero stata travolta dall’impulso e dall’entusiasmo dimenticando di fare i conti con la mia resistenza fisica, del resto le precedenti uscite sci-alpinistiche  non erano state confortanti. Nonostante le quote non elevate, 1000 mt di dislivello mi erano costate fatica,  figuriamoci 1300 con il raggiungimento di quote mai testate!!! Mephysto mostrava una serenità rincuorante, lui era certo che potevo farcela!!!La sua fiducia come sempre mi dava sicurezza, ma in questo caso avevamo con noi altri due amici e mi avrebbe infastidito dover rallentare tutti o anche solo il mio  Mephy!! Arrivati a Pont (1970 mt) ci siamo preparati per la risalita  al rifugio. Il Modenese e Albairt, probabilmente trattenuti dalle lusinghe di un pranzo, avevano un ritardo di due ore rispetto a noi, così decidiamo di aspettarli al Vittorio Emanuele. Si parte. Sentiero meraviglioso, ma con l’attrezzatura in spalla e la temperatura piuttosto alta la bellezza del paesaggio non poteva essere assaporata a pieno!! In due ore eravamo su. Il rifugio sembrava un casermone non del tutto intonato al paesaggio…ma se ci penso ora sembra essere perfettamente adeguato a quell’ambiente. Il ricordo tende a cancellare ciò che del passato non ci piace o diminuisce il piacere dello stesso!! Ci rilassiamo un per poi prendere la nostra stanza, la N° 6 con 5 letti a castello naturalmente senza bagno!! Confesso che non essendo abituata a questi adattamenti ero un perplessa, ma Mephy mi ha fatto notare che il Vittorio Emanuele rispetto ad altri rifugi d’alta quota può essere considerato un cinque stelle!! Dopo un paio d’ore sono arrivati i nostri compagni di avventura, quindi pronti per la cena!! Ciccio Dip mi aveva avvisato circa una brodaglia che di solito viene servita in quel rifugio, ciononostante l’ho richiesta e gustata. Gli altri neanche  a dirlo una vasca di pasta al pomodoro. Ovviamente discussioni sul tempo e un patto a tre voci: si sale tutti insieme!! In quel momento mi sono astenuta dal patto sicura di non poterlo mantenere. Il patto avrebbe comportato rallentamento per tutti ma i miei compagni di avventura, da bravi non giuristi, hanno considerato il mio silenzio come assenso!!!La mia preoccupazione aumentava, il mio Mephy è abituato alle attese a cui lo sottopongo…gli altri ovviamente no!! Subito dopo cena a nanna per fortuna ero distrutta dalla levataccia, l’adrenalina scaturita dalla situazione mi avrebbe impedito dormire. La previsione era di sveglia alle 4:30 per fortuna slittata poi alle 5:00,  solo il pensiero di svegliarmi alle 4:30 mi aveva procurato un coccolone!!!! Dolce ridestamento mattutino con Mephy che consapevole dello shock che mi comporta un risveglio troppo brusco, si è infilato nel mio piano di letto a castello  precario e minuscolo, con manovre conseguentemente piuttosto caute. Dopo 45 min circa eravamo fuori il rifugio pronti per la  partenza. A quell’ora con il sole preannunciato da una luce non troppo intensa, tutto era meraviglioso!! Il paesaggio e i suoi colori erano irreali, sembrava di essere stati ingoiati da un tubo catodico!! Partiamo fiduciosi. Neve ghiacciata. Rampant fondamentali, motivo per cui io e Mephy eravamo  stupiti quando uno strano omino apparentemente un maldestro ci ha sorpassati con sci e pelli. Dopo mezz’ora di cammino, arrivati ai piedi del Ghiacciaio, pausa di qualche minuto. Albairt stoppa il cronografo, qualche pezzo di cioccolata e si riparte. Mentre salivo ero completamente rapita dal paesaggio e dalla situazione e soprattutto pensavo che probabilmente fino a due anni fa non avrei mai pensato che di li a breve avrei conosciuto il mio Mephysto,  che sarei entrata  nel suo fantastico mondo e avrei fatto queste meravigliose esperienze!!! Al primo pendio ripido primo tratto della schiena d’asino ho per un attimo pensato alla difficoltà che avrei trovato in discesa, ma una volta superato il pendio le immagini era così fortemente invasive da annullare tutti gli eventuali pensieri negativi. Alla mia destra avevo la meravigliosa Becca di Moncorè (3875 mt), di fronte il pendio finale costeggiato da rocce austere sul quale sembravano esserci dei  piccoli soldatini di piombo che avanzavano in marcia verso la vetta. Erano i più volenterosi, quelli esenti da coccolone per sveglia notturna! A quel punto la montagna cominciava a presentare le sue cautele con  l’altitudine nel ruolo di deterrente. In quel momento ho pensato infatti che essa si concede solo a chi realmente voglia apprezzarla superando le difficoltà che impone. La quota mi comportava una sensazione di torpore e un discreto mal di testa, ma lo spirito era più forte del corpo in quel momento ed io volevo assolutamente raggiungere la vetta!!Pensavo spesso a Mephysto avanzavamo quasi di pari passo, ma lui trasportava un peso due volte superiore al mio che unito alla quota doveva  essere devastante!! Albairt ci precedeva con passo costante, il Modenese, causa attrezzatura pesante sostituita a metà strada con i più funzionali ramponi, ci seguiva. Gli ultimi mt di dislivello sembravano raddoppiati, la vetta irraggiungibile. Il pendio finale un po’ più ripido è stato però risolutivo. Le manovre di salita dovevano essere precise, un errore avrebbe comportato la perdita di una quota di poche centinaia di mt, ma che in quelle condizioni avrebbero significato probabilità di insuccesso. Le energie sarebbero state insufficienti per una nuova risalita!!Con l’attenzione completamente monopolizzata da inversioni e ricerca di equilibrio, mi sono ritrovata quasi in vetta, al punto in cui  si lasciano gli sci per proseguire su roccette esposte. Con me Mephysto. Albairt era già lì da 15 minuti circa. Sensazione di felicità estrema e paesaggio mozzafiato condivisa a pieno con il mio Mephy , con Albairt e poco dopo con il modenese!! Con un passaggio su roccia grazie a Mephysto siamo arrivati al punto agognato in estrema sicurezza. Il passaggio era protetto ma abbastanza esposto da far dimenticare i chiodi… uno sguardo al nostro Capo cordata, con il suo caschetto bianco mi ha fatto dimenticare il pericolo. Nel punto da noi raggiunto a 4030 mt circa, pare che solitamente soggiorni una  Madonnina, purtroppo però è in restaurazione per danno causato da un fulmine.  Soliti rituali di vetta (salamelecchi reciprochi e foto di gruppo), poi pronti per la discesa. Erano le 11:30 calzati gli sci abbiamo dovuto aspettare qualche minuto perché causa nebbia, la visibilità era scarsa. Per fortuna l’attesa è stata breve, la discesa gustosissima soprattutto per i miei compagni ottimi sciatori!!!Per me un po’ meno  causa nuovi sci indomabili e media padronanza degli stessi,  rischio di morte in qualche dirupo soprattutto nel primo tratto. Per fortuna tutto meraviglioso, qualche piccola sosta per gustare il paesaggio  e in poco tempo eravamo nuovamente al rifugio. Nel tratto finale la neve a causa del rialzo della temperatura iniziava a cedere!Alcune cordate sfornite di sci, procedevano a passo lento sprofondando fino a metà coscia. Uno di loro conservando il buon umore nonostante la evidente fatica, mi ha chiesto di scambiare i miei sci con i suoi ramponi: Voulez vous  me donner vos Ski? ( mi vuole dare i suoi sci?)!!! Ma Par blè che domande!!!!??? Contro ogni previsione ce l’avevo fatta! Dopo un breve ristoro abbiamo ripreso le nostre cose e abbiamo proseguito  per la via di ritorno a Pont. Sono dispiaciuta di aver costretto Mephy all’immediata discesa, ci siamo sciroppati 2000 mt di dislivello in discesa in una sola giornata, ma era l’unico modo per fare questa esperienza. Alle 16:30 eravamo al parcheggio. Dopo mezz’ora in marcia verso Malpensa. L’indomani mattina presto avevamo il volo per Bari. Albairt e il Modenese hanno invece potuto godere ulteriormente delle fattezze del Gran Paradiso e delle sue varie sfaccettature.

Grazie Amore Mio, senza te probabilmente non sarei mai stata lì.

Mari       

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