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FLY 4 FUN or DON'T FLY

Finalmente ho realizzato un progettino che avevo in animo da tempo; un volo dalla vetta del Monte Grattaculo (1890 m.), con atterraggio a Piano Ruggio (1540 m.), su neve.

Davvero una giornata indimenticabile; circa mezz' ora per salire (forse anche meno) di facile trekking, il tempo di valutare nuovamente la direzione del vento e poi via, giù dal versante sud del monte, planando tra Serra del Prete (2180 m.) e il Piano di Ruggio, con tutto il fascino della cornice meravigliosa del Parco Nazionale del Pollino.

Ho deciso di tornare la settimana entrante (molto probabilmente il giorno di 'Pasquetta'), per ripetere il volo e completare alcuni dettagli di riferimento: asta segnavento in vetta visibile dal basso e ricognizione, con eventuale nuovo decollo dal Timpone della Capanna, antistante il rifugio De Gasperi (1545 m.)

Un particolare importante, è l' assenza di cavi dell' alta tensione, motivo per cui, si riesce ad avere la massima concentrazione dedicata esclusivamente al volo e......alle sue evoluzioni montane...!!!

Non per ultimo, il toccare terra sulla soffice neve nel pieno centro del pianoro, è una sensazione magnifica di serenità e piacere.

Quasi un peccato, il dover intaccare quella porzione di terra inviolata da impronte....."Only a select few may go where no one has gone before...!!!" 

No, mi riferisco al semplice fatto che era curioso notare, una volta a terra, le proprie tracce che cominciavano solo ad un certo punto del piano, per finire poi verso il sentierino che portava al fuoristrada, quasi come le impronte dei rapaci circostanti.

Tutto magico, semplicemente magico.

Che giornata fantastica !   ...e a pensare che le previsioni meteo dicevano che sarebbe stato un fine settimana poco piacevole !!

Faccio bene a portare il parapendio sempre con me, nel bagagliaio; è diventato un 'must' ormai; è parte integrante del mio corpo.       Effettivamente, durante il volo, la vela ed io, ci sentiamo un' ala unica, un profilo diretto e intuitivo.

Adesso però, bisogna cercare di mantenere questo equilibrio, questa sintonia invisibile....e pur tangibile.

Rispetto innanzitutto e regole di base da seguire a pieno, quasi come un vangelo;......(la domenica quando vado in montagna, per me, è come andare in chiesa).   Si perché l' ascesa, il cammino stesso, a volte (anzi quasi sempre) il trekking impegnativo che necessita superare per arrivare in cima al monte, è una fase che riempie il cuore, la mente; Il paralpinismo è la somma di  progressionelotta e serenità.    E poi, non certo si può pretendere di toccare il cielo senza prima conquistarlo...!

C'è bisogno di fatica, di sforzo controllato, di una serie di componenti che unite assieme, rendono l' impresa efficace ed infallibile,...o quasi..!!!     E poi, quei momenti prima del decollo; la fase di controllo delle funi, l' osservazione delle centine attraverso i cassoni anteriori (sembra quasi come se stessi curiosando nell' introspezione di ciò che ad oggi, rende la mia mente, aperta ad un mondo fantastico, speciale, quasi irreale), è il cossiddetto Inner flight Shrine, già, una sorta di santuario interiore che racchiude, conserva, preserva i magici ricordi, secondi interminabili, ore indimenticabili che solo coloro che si affacciano al mondo verticale, possono vivere.          Quando alzo il cassone centrale della vela distesa a terra e vi osservo

all' interno per controllarne le condizioni, sembra quasi di sollevare la gonna ad una bella donna e curiosarne i movimenti spontanei, nascosti all' occhio superficiale o estraneo al pregio cospetto.  

Ma poi però, si torna al check di rito per garantire l' efficacia della planata o perché no, del veleggiamento.

The so called: Moments before detonation...

Ma io ieri ho ceduto, non ho seguito le norme prestabilite...; già, era da sabato sera che nutrivo un mal di testa imperdonabile che speravo passasse quanto prima.     Invece, ho dovuto tenerlo con me fino a quando ieri, non sono riuscito a rinunciare a quel che sembrava un nuovo progetto pronto a realizzare.     E così è stato; ho preso il volo pur non avendo le stabilità

psico-fisiche al 100%.     E' una condizione da non ripetere assolutamente.    Le condizioni meteo potrebbero non essere le stesse ogni volta; anzi quasi mai lo sono.     Non si può sottovalutare lo stato personale, pre-volo.     

Comunque adesso basta, non posso eseguire il sermone domenicale dall' alto dell' ambone come i druidi d' un tempo.

La colpa c'è stata, il misfatto si è compiuto e il colpevole ne deve riflettere attentamente i percorsi onde evitare situazioni analoghe, in futuro.     E' questa la penitenza da seguire con rigido fervore, con autentico credo, con immense possibilità di rivincite sul campo, con i mezzi adeguati.   There' s only one rule: don' t back down...!

Ieri è stato il mio 21° volo, una passione che cresce, aumenta gradatamente; un sogno che costantemente prende consistenza nella sfera delle forze, dei vettori, dei paesaggi misteriosi e di tutte quelle linee ponderali che si intersecano tra loro come fossero stadi differenti della mente umana, laddove il pensiero incontra, oltre le nubi, il sacro tesoro nascosto che è il vero senso della vita che ognuno di noi può racchiudere e riscoprire, al solo semplice ma faticoso voler 'osare le cose'.

Alle mie spalle, in ufficio, ho la mia bella finestra sul mondo; un poster con l' immagine di un arrampicatore al tramonto:

Perché ?    domanda colui che vede la vita per quello che effettivamente è. 

Perché no ?   dice colui che vede la vita attraverso il filtro del sogno...

ALDUX KLOSTER

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