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BEGINNER
(Domenica a Statte-Ta, gravina Leucaspide)
Giornata incerta, fuori c'è l'aria frizzante
di autunno, la luce del mattino in Puglia ha un timbro particolare,
bianco e caldo, il colore del sole orientale.
Arrivo a Bari con un quarto d'ora di anticipo, non c'é traffico.
Un uomo ubriaco esce dal sottopassaggio e piscia sul muro
dell'estramurale. Sono le nove meno venti e aspetto Antonello.
Tappa a Mungivacca, nell'edicola della piazzetta Antonello
compra "The ring", per la serie: Buoni presagi & Emozioni
positive. Si parte.
La statale passa accanto a Massafra, le cupole delle chiese
e le cave di tufo, le gravine e i dislivelli in negativo,
con il mare di fronte e le linee delle ciminiere.
Vicino Taranto passiamo in un paesaggio che sembra velato
di ocra, ruggine e pieno di un' ombra sottile anche se c'é
sole. Le masserie e le arcate, le volte e le travi reticolari,
i grandi parallepipedi e il paesaggio astratto delle industrie,
con le gru d'acciao del porto a ridosso di case contadine,
con torri di guardia che sembrano nani, nani contro giganti.
Verso sud, lontani dalla costa, i colori ritornano chiari.
Attraverso un paese di case ben costruite in pietra, di
nuove case d'affitto uguali a tante altre.
Mi piace guardare le strade quando viaggio: guardare il
finestrino come se fosse uno schermo cinematografico. L'effetto
é sempre quello della scoperta: un muro di grandi archi,
una recizione, un tendone di vite, un oliveto, un muretto
a secco.
Il cimitero é in un posto bellissimo, a ridosso di una gravina,
di fronte al mare. Le ciminiere sono un'apparizione straniante.
La gravina è lì sotto, questo paesaggio
così pieno di contrasti invita a camminare, a volte rimanere
solo ad arrampicare mi sembra cretino. Mi piace essere qui
perché l'esperienza è nuova, non solo quella di arrampicare,
ma la strana sensazione di stare quasi sotto il mare, mi
domando se l'acqua al fondo della gravina non sia in parte
affiorante, in un posto tanto familiare e così diverso da
come lo immaginavo, così nuovo. E` pieno di ciclamini per
terra, sul fondo, a volte é difficile anche camminare, é
un sollevo vedere questa ghiaia bianca dove poter mettere
i piedi. A tratti l'aria profuma di menta.
Mi piace che una via si chiami boulevard
Neolitik, rende bene la mancanza di nostalgia e l'ironia
necessaria per stare in questo posto.
Ho la fortuna di guardare a questo sport come a un antisport,
non risveglia in me nessun desiderio di competizione perchè
ogni volta che devo fare un passo devo pensare a come farlo
e non al perché. E`la prima volta che mi capita che qualcosa
mi attragga tanto per la cosa in sè, e non mi importa niente
della prestazione.
Non avere scopo. Non so perchè mi affascina tanto questa
idea.
Salire senza lo scopo di salire.
Come respirare.
Non ho scalato molto, ho fatto solo tre
vie, mi hanno spiegato cosa vuole dire andare da primo e
l'ho provato, su una piccola via che si chiama Minotauro
errante, che nomi altisonanti che gli anno dato, mi è piaciuta
perchè si poteva stendere bene le braccia e spingere sulle
gambe, era facile tenere una mano libera e le prese erano
sicure.
Sta per piovere, ma rimaniamo perchè
Marco ha deciso di salire mentre tutti stanno rifacendo
lo zaino e si riparano dalla pioggia. Io cambio le mie ciabattine
infradito con le scarpe da ginnastica, a malincuore perché
dopo le scarpe da scalata vorrei proprio stare senza scarpe.
L'ostinazione di Marco ha la meglio: gli devo l' aver chiuso
la terza via, il pomeriggio è finito in pieno sole, Marco
è stato super-paziente, insieme con Tonino ci ha spiegato
tutto da zero, Vito affamato dopo le sue scalate ha addirittura
offerto il suo formaggio preferito! Vuol dire che non siamo
stati proprio insopportabili.
Provo un senso di gratitudine per chi
ha attrezzato e ripulito dalle carcasse delle auto questo
posto. Anche arrampicare è un modo di abitare una gravina,
dopo i trogloditi, gli anacoreti e i neotrgloditi, i lanciatori
di macchine scassate, sono arrivati i climbers, ma questa
gravina per motivi differenti ha sempre attratto tutti quelli
che gli siano passati vicino.
A proposito, a Marzo bisogna ricordarsi
di portare fiori per Claudio.
Ritorniamo a Bari, sulla strada due ragazze
nere chiedono passaggi, tra le ciminiere e gli uliveti.
Irene Guida
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